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Le turle di Mendatica

 

di Mariuccia da Imperia

 Difficoltà

medio

 Preparazione

60' + eventuale tempo di cottura

 Dosi per

4 persone

Ingredienti

farina

250 gr

uova

3

patate

350 gr

toma morbida

1 hg

parmigiano reggiano gratt.

50 gr

menta in foglie

qb

sale

qb

burro

qb

acqua

qb

Le Turle sono dei ravioli di patate e formaggio, tipici della cucina bianca di Mendatica.

Fate bollire le patate con la buccia; una volta cotte, spellatele e passatele nel passapatate; unite due tuorli d'uovo, i formaggi, qualche foglia di menta tritata grossolanamente.

Preparate la pasta con la farina 1 uovo e abbastanza acqua per ottenere una pasta elastica ma non molle; stendete la sfoglia sottile aiutandovi con un mattarello o ancor meglio con la macchina apposita per la pasta.

Preparate dei grossi ravioli di forma bombata che avranno all'interno il ripieno precedentemente preparato.(vedi anche ricetta dei Ravioli (Ravioi)

Fate bollire in acqua salata e cuocete le turle per pochi minuti; scolatele e mettetele per qualche minuto in una padella dove avrete fatto sciogliere una noce di burro e qualche fogliolina di menta.

Serviteli ben caldi con abbondante parmigiano grattugiato.



Aggiungiamo alla ricetta della signora Mariuccia, un testo tratto dal sito del Comune di Montegrosso Pian Latte che ci spiega un po' di storia della Cucina Bianca:

La cucina dell'Alta Valle Arroscia è povera di colori ma ricca di sapori che derivano da prodotti sani (farina, latticini, patate) tipici dell'ambiente montano.
Le ricette sono state tramandate per secoli e sono nate durante i percorsi della transumanza.

Gli abitanti della valle conducevano una vita semplice, dedicata all'agricoltura e alla pastorizia.
Le mandrie, composte specialmente da pecore (pecora brigasca) venivano spostate durante il periodo invernale verso la costa e nel periodo estivo verso la montagna.

Durante queste transumanze nasce la cucina bianca, ricca degli ingredienti tipici dell'ambiente montano.
La preparazione dei piatti è semplice in quanto spesso questi venivano preparati durante il viaggio in rifugi scarsamente attrezzati.



Questa cucina viene detta bianca in quanto nonostante parente con la scuola genovese non utilizza ingredienti colorati quali il pomodoro (introdotto solo alla metà del 1800) ed il basilico, ingredienti che per effetto dell'altitudine poco si adattano a questi territori.




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