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Carciofo di Perinaldo

Coltivato a Perinaldo. E' presidio Slowfood

La sua presentazione ufficiale è avvenuta nel 2008 al Salone del Gusto di Torino, il più grande mercato nazionale delle ricercatezze alimentari, nell'ambito di "Terra Madre", incontro mondiale tra le Comunità del Cibo, basato sui principi della sicurezza alimentare e sui cambiamenti climatici per una vera e propria lotta all'agricoltura globalizzata basata sulla chimica e sui combustibili fossili. Perinaldo, unica Comunità del Cibo in Liguria, ha presentato il suo tipico carciofo senza spine , già a denominazione comunale di origine "De.C.O.", il marchio creato dall'indimenticato Luigi Veronelli a favore delle piccole comunità che credono nello sviluppo delle tipicità alimentari. Il Presidio Slow Food è un prestigioso riconoscimento ottenuto grazie alla Regione Liguria, alla Provincia di Imperia, alla Comunità Montana Intemelia e all'Azienda Alta Via. Il nuovo presidio della Condotta "Val Nervia Otto Luoghi" è stato degustato da esperti gastronomi di fama mondiale, che ne hanno decretato l'assoluta eccellenza, così come totale gradimento è stato espresso dai rappresentanti dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Si riporta il giudizio espresso dal grande "Carlin" Petrini:
"croccante, profumato e ricco di esaltanti sensazioni al palato; è sicuramente un meritato Presidio Slow Food…. auguri!"

Perinaldo è un piccolo borgo che chiude la vallata del Crosia, all'estremità occidentale della Liguria. Una valle ricca di uliveti, la cui coltivazione è già citata in documenti del XII secolo e dove, pare, i frati minori di San Francesco innestarono i primi ulivi di taggiasca. Meno nota però è la produzione di un eccellente carciofo, importato due secoli addietro dalla vicina Provenza e acclimatatosi egregiamente in questa zona.

Si tratta del "violet" francese introdotto, secondo la leggenda, dallo stesso Napoleone Bonaparte.

Pare che durante la Campagna d'Italia del 1796, dopo una sosta presso una nobile famiglia di Perinaldo, appreso che in zona non si conoscevano gli ottimi carciofi violetti coltivati nella vicina Provenza, Napoleone abbia fatto dono – successivamente - di alcuni piantine ai Perinaldesi. Da quel momento in poi gli abitanti del piccolo comune lo diffusero negli orti locali. Il carciofo di Perinaldo, che è coltivato solo qui e in Provenza, tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, è senza spine, tenero e non ha barbe all'interno.

Necessita di un buon drenaggio e non a caso lo si trova spesso ai bordi dei muretti a secco. Resiste alle temperature rigide, sopporta bene la siccità e non ha bisogno di trattamenti chimici, quasi come un ortaggio selvatico. Si raccoglie da maggio a giugno. I Perinaldesi sono molto gelosi di questa rarità e forse è per questo, e non solo per l'esposizione, le caratteristiche del terreno e il microclima locale, che il carciofo violetto di Perinaldo è coltivato solo in questo piccolo centro e non nei paesi limitrofi. Si consuma crudo, in insalata oppure cotto in accompagnamento a carni o selvaggina. Le ricette tradizionali di Perinaldo lo vedono protagonista di frittatine, al forno con parmigiano e funghi, o in semplici frittelle con aglio e prezzemolo.


Il Presidio

Sette piccoli coltivatori locali, riuniti in un consorzio, lo producono in piccole quantità (circa 55/60 mila capolini ogni anno) e lo trasformano, in parte, in sottoli eccellenti. I germogli del carciofo sono infatti conservati in olio extravergine di taggiasca prodotto dalle aziende olivicole locali e alcuni dei coltivatori sono anche produttori di olio. Un disciplinare di produzione ne regola le modalità di coltivazione e ne garantisce la tracciabilità. La seconda domenica di maggio si svolge a Perinaldo la "Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell'olio extravergine di oliva taggiasca": nelle vie del paese si tiene un mercatino del prodotto fresco e in questa occasione è possibile degustarlo cucinato nelle ricette tradizionali locali.

Stagionalità

I Carciofi di Perinaldo si raccolgono tra maggio e giugno. Ma conservati sottolio possono essere consumati durante tutto l'anno.

testo tratto dal sito web del Comune di Perinaldo
www.comune.perinaldo.im.it/

La sua presentazione ufficiale è avvenuta nel 2008 al Salone del Gusto di Torino, il più grande mercato nazionale delle ricercatezze alimentari, nell'ambito di "Terra Madre", incontro mondiale tra le Comunità del Cibo, basato sui principi della sicurezza alimentare e sui cambiamenti climatici per una vera e propria lotta all'agricoltura globalizzata basata sulla chimica e sui combustibili fossili. Perinaldo, unica Comunità del Cibo in Liguria, ha presentato il suo tipico carciofo senza spine , già a denominazione comunale di origine "De.C.O.", il marchio creato dall'indimenticato Luigi Veronelli a favore delle piccole comunità che credono nello sviluppo delle tipicità alimentari. Il Presidio Slow Food è un prestigioso riconoscimento ottenuto grazie alla Regione Liguria, alla Provincia di Imperia, alla Comunità Montana Intemelia e all'Azienda Alta Via. Il nuovo presidio della Condotta "Val Nervia Otto Luoghi" è stato degustato da esperti gastronomi di fama mondiale, che ne hanno decretato l'assoluta eccellenza, così come totale gradimento è stato espresso dai rappresentanti dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Si riporta il giudizio espresso dal grande "Carlin" Petrini: "croccante, profumato e ricco di esaltanti sensazioni al palato; è sicuramente un meritato Presidio Slow Food…. auguri!" Perinaldo è un piccolo borgo che chiude la vallata del Crosia, all'estremità occidentale della Liguria. Una valle ricca di uliveti, la cui coltivazione è già citata in documenti del XII secolo e dove, pare, i frati minori di San Francesco innestarono i primi ulivi di taggiasca. Meno nota però è la produzione di un eccellente carciofo, importato due secoli addietro dalla vicina Provenza e acclimatatosi egregiamente in questa zona. Si tratta del "violet" francese introdotto, secondo la leggenda, dallo stesso Napoleone Bonaparte. Pare che durante la Campagna d'Italia del 1796, dopo una sosta presso una nobile famiglia di Perinaldo, appreso che in zona non si conoscevano gli ottimi carciofi violetti coltivati nella vicina Provenza, Napoleone abbia fatto dono – successivamente - di alcuni piantine ai Perinaldesi. Da quel momento in poi gli abitanti del piccolo comune lo diffusero negli orti locali. Il carciofo di Perinaldo, che è coltivato solo qui e in Provenza, tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare, è senza spine, tenero e non ha barbe all'interno. Necessita di un buon drenaggio e non a caso lo si trova spesso ai bordi dei muretti a secco. Resiste alle temperature rigide, sopporta bene la siccità e non ha bisogno di trattamenti chimici, quasi come un ortaggio selvatico. Si raccoglie da maggio a giugno. I Perinaldesi sono molto gelosi di questa rarità e forse è per questo, e non solo per l'esposizione, le caratteristiche del terreno e il microclima locale, che il carciofo violetto di Perinaldo è coltivato solo in questo piccolo centro e non nei paesi limitrofi. Si consuma crudo, in insalata oppure cotto in accompagnamento a carni o selvaggina. Le ricette tradizionali di Perinaldo lo vedono protagonista di frittatine, al forno con parmigiano e funghi, o in semplici frittelle con aglio e prezzemolo. Il Presidio Sette piccoli coltivatori locali, riuniti in un consorzio, lo producono in piccole quantità (circa 55/60 mila capolini ogni anno) e lo trasformano, in parte, in sottoli eccellenti. I germogli del carciofo sono infatti conservati in olio extravergine di taggiasca prodotto dalle aziende olivicole locali e alcuni dei coltivatori sono anche produttori di olio. Un disciplinare di produzione ne regola le modalità di coltivazione e ne garantisce la tracciabilità. La seconda domenica di maggio si svolge a Perinaldo la "Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell'olio extravergine di oliva taggiasca": nelle vie del paese si tiene un mercatino del prodotto fresco e in questa occasione è possibile degustarlo cucinato nelle ricette tradizionali locali. Stagionalità I Carciofi di Perinaldo si raccolgono tra maggio e giugno. Ma conservati sottolio possono essere consumati durante tutto l'anno. testo tratto dal sito web del Comune di Perinaldo www.comune.perinaldo.im.it/